Introduzione

Quante volte abbiamo sentito dire: “La vita è un cammino”; moltissime. Troppe, a volte anche a sproposito. Poche volte però si è sentito dire: “Il cammino è la vita”, anche perché non è semplice, parlando, apporre la “C” maiuscola e le virgolette sulla parola “cammino”; la frase cambierebbe totalmente di significato: “Il “Cammino” è la vita”. Tu che stai curiosando questa “Introduzione” al viaggio, sicuramente già sei in un “Cammino” di ricerca. Forse non è solo sana curiosità per un diverso modo di vivere quotidiano, forse la parola “Cammino” con la “C” maiuscola si è intrufolata nella tua mente da sola, composta in modo inesorabile da quei neuroni vaganti che (a volte di soppiatto), approfittano dei sensi per ascoltare, sentire, vedere, intendere, formando poi quei bellissimi e fulminei pensieri che, con forza, invaderanno tutto il tuo essere fino a farti chiedere: «Come mai sento questa necessità?», «Forse alla mia vita manca “Il Cammino”? Quel “Cammino”?».
Eh si! Giunti a quel punto, la risposta già la si conosce, era lì, insita nella mente, ma ancora di più nell’animo; un animo che sente la necessità di inoltrarsi con trepidazione su quel “Cammino di vita” che è conosciuto come “ Il Cammino di Santiago”.
Porta direttamente alla Cripta dove sono custodite le Reliquie del primo Apostolo Martire della Cristianità, quel Giacomo il Maggiore chiamato da Gesù Cristo “Bonaerghes”, cioè “Figlio del Tuono” per il suo carattere non proprio docile. Forse è un segno dei nostri tempi il sentire il “bisogno” prepotente di dare ascolto a questo anelito dell’animo umano (non “anima”, poiché non pochi di coloro che lo sentono si dicono scettici sulla certezza di un’anima in ogni essere umano), che porta poi la persona a condurre i propri passi sul più antico Cammino che conduce a venerare un Martire della Cristianità.
Forse ancora non si comprende che lungo quel Cammino, si avrà modo di ritrovare se stessi e la nostra “Anima”, smarrita nella fumosità di una vita non di rado solo fisica, cerebrale, che soverchia lo spirito, il soprannaturale, insito in ogni essere umano da qualsiasi remota regione del globo egli provenga. Il “Cammino di Santiago”, conduce direttamente a se stessi, a vedersi come mai ci si era visti o immaginati prima di posare i passi su quel Cammino di Pellegrinaggio che non di rado è simile ad uno Tsunami di cambiamenti di vita, tanto è poderoso il suo colpire lungo il tempo che ci è concesso di vivere.
Vi è una sola condizione: Lasciare che sia il Cammino ad accoglierci senza volerlo piegare alle nostre moderne frenesie.
Non sei tu che entri nel Cammino di Santiago, ma è il Cammino di Santiago che entra in te stesso.
Molti blog e siti di questo incomparabile strumento che è il Web, portano tangibili scritti, impressioni, struggenti testimonianze e pensieri di persone che travalicano il fatto del solo poter camminare con poche e necessarie cose come normali esseri umani fuori dai nostri frettolosi tempi, ma pongono l’accento su ciò che di mirabile ed inatteso è avvenuto in loro stessi, prima, durante, e dopo il Cammino verso una Santa Meta (in questo Cammino, le Reliquie di San Giacomo). Non lo sapevano, ma era la loro Anima che diveniva la Meta, ed essi se ne accorgevano piano piano, assaporando la gioia nel riaprire lo scrigno in cui a loro insaputa l’avevano rinchiusa lungo lo svolgersi di una vita, più o meno vissuta, prima che quel campanellino della “C” maiuscola divenisse assordante.
Anche per me trillò quel campanellino, fin dall’inizio del 2013, ma il soavissimo trillo divenne assordante solo nel 2014. Da allora, tutto cambiò; Santiago mi concesse l’incommensurabile dono di essere accompagnato da mia moglie Tatiana sul primo Cammino di pellegrinaggio della mia vita, e fin che mi sarà concesso di vivere, non lo potrò mai ringraziare adeguatamente se non mettendomi al suo servizio al meglio che possa fare.
Così ecco che, anno dopo anno, mentre cammino verso Santiago di Compostela, mi accorgo che avrei potuto essere utile in differenti modi e alle persone che sentono il desiderio di incamminarsi (accettando il rischio di ritrovare se stessi) nel percorso principe io penso di tutti i pellegrinaggi cristiani, mettendomi completamente a disposizione. Ma ciò non mi è concesso, per tutta una serie di motivi, in primis di salute. Di conseguenza ripongo in queste pagine tutto quello che ho appreso fin qui, dalle notizie alle storie sul Cammino, alle mie impressioni vissute direttamente sul Cammino, alle informazioni fin qui raccolte e che ancora raccoglierò riguardo a questa straordinaria avventura sulla Via del Pellegrinaggio Xacobeo.
Lieto di essere di stimolo e di aiuto.
                                                                                                           Beppe De Cata