Cammino di San Salvador

Un nuovo anno è iniziato ed è tempo di pensare ad un nuovo Cammino.

Avete sentito parlare del Cammino di San Salvador? Beh, se avete un po’ di tempo potete curiosare nel leggere le informazioni che ho raccolto:

Il Cammino di San Salvador da León a Oviedo attraverso la Cordigliera Cantabrica: 122 km di natura incontaminata e sentieri di montagna.

Il Cammino di San Salvador nasce più di mille anni fa, creato col preciso scopo di permettere ai pellegrini diretti a Santiago di rendere prima omaggio al loro Signore, secondo il famoso detto “Quien va a Santiago y no va al Salvador, visita al criado y deja al Señor”.

Pregare davanti al preziosissimo Sudario di Cristo e alle altre reliquie era infatti un gesto che sempre più pellegrini compivano, prima di incamminarsi sul Cammino Primitivo e dirigersi a Compostela e al sepolcro dell’apostolo Giacomo.

Il Cammino di San  Salvador è quindi l’unico in Spagna a non far parte dei Cammini Jacobei.

Inoltre è il solo che può concedere l’indulgenza plenaria senza che sia dichiarato l’anno santo: il pellegrino dovrà però raggiungere la Cattedrale di San Salvador, a Oviedo, tra il 14 e il 21 settembre, ovvero tra la festa della Santa Croce e quella di S.Matteo.

Com’è il Cammino di San Salvador

qui trovi le tappe

Il Cammino di San Salvador, o Cammino del Salvador, è un percorso di straordinaria bellezza, meta ideale per gli amanti della montagna e della natura incontaminata.

Attraversa la Cordigliera Cantabrica raggiungendo i 1568m d’altezza. I molti chilometri di asfalto si intervallano a un cammino che è soprattutto di terra ed erba, di sentieri tra i boschi e stradine di montagna.

Quando per l’elevata altitudine gli alberi si diradano il paesaggio davanti a noi è mozzafiato, ampio e aperto non vedi altro che cielo, e vette a perdita d’occhio. Ci sei tu e intorno solo natura, la nostra più fedele compagna di viaggio.

La prima metà del cammino si svolge infatti oltre gli 800 metri d’altezza e vede dislivelli molto impegnativi, a volte dell’ordine di centinaia di metri. Da Pajares si comincia a scendere, rimanendo intorno ai 300m di altezza fino ad Oviedo.

Con queste altitudini gli inverni risultano molto nevosi, rendendo il cammino difficile e pericoloso. E’ quindi sconsigliato percorrerlo a meno che non si abbia molta esperienza con la montagna d’inverno.

Consigli pratici sul Cammino di San Salvador

Di fronte a paesaggi così solitari non dobbiamo stupirci se lungo la strada incontriamo poche persone. I puebli sono pochi e piccoli, alcuni addirittura senza market o punti di ristoro.

Solo le città più grandi, come La Robla, Pola de Gordon, Pola de Lena e Mieres sono in grado di garantire un certo numero di servizi, quindi, quando le attraversate, fate un’abbondante scorta di cibo e acqua.

Non sapete quanti chilometri dovrete ancora fare prima di trovare un bar o un market, e se l’albergue che avete scelto per la notte si troverà in un paese senza servizi, dovrete farvi bastare quella scorta anche per la cena e la colazione.

Il limitato numero di albergue municipali, e la grande distanza che spesso li separa, condiziona in modo rilevante la scelta delle tappe, che non dovrà essere fatta in base alla fatica del momento ma all’inizio di ogni giornata di cammino. In alcuni casi vi verrà infatti richiesto di prenotare il letto e la cena già dal giorno prima.

É infatti solo da qualche anno che i pellegrini hanno riscoperto questo cammino, quindi, nonostante la presenza di alloggi e servizi stia aumentando, è tutto solo all’inizio.

Il merito di questa “perdita d’oblio” è da attribuire alle molte associazioni, che con l’aiuto di privati, si sta occupando non solo della promozione, ma anche del tracciato e della sua segnaletica.

La segnaletica è molto presente e ben curata. É impossibile perdersi.

In Castilla y León il tracciato è segnalato da steli di legno firmate Cuatro Valles ( l’associazione leonesa che ha contribuito a realizzarle e a posarle) con su incisi l’immagine stilizzata di un pellegrino, la tipica concha jacobea e la famosa freccia amarilla.

Sui tratti di erba e terra troverete invece una serie di palette metalliche gialle a forma di concha, ben visibili anche con nebbia e brutto tempo.

Il Cammino di San Salvador nelle Asturie è invece segnalato coi classici mojon in pietra con su dipinta la concha gialla su sfondo blu.

Interessante e utile la presenza di cartelloni informativi ad ogni inizio di tappa, con disegnata la mappa, i punti di interesse, gli albergue e il chilometraggio. Una bella idea che regala al pellegrino una sicurezza in più.

Da dove parte il Cammino di San Salvador

Il Cammino di San Salvador parte dalla meravigliosa città di  León, in particolare da Plaza San Marcos: qui, proprio alla destra del suo Parador, un pellegrino di bronzo, scalzo, riposa. Ai suoi piedi una targa incassata nel pavimento ci ricorda la possibilità di continuare sul Cammino Francese o intraprendere un nuovo Cammino fino ad Oviedo.

Dirigetevi quindi a destra, e subito vedrete, dall’altra parte della strada, il primo mojon del Cammino di San Salvador. Avete imboccato l’Avenida de los Peregrinos, e non la lascerete se non prima di qualche chilometro, fuori da León.

Luoghi lungo il Cammino di San Salvador

Tra i principali motivi che spingono una persona a percorrere il Cammino di San Salvador vi è di certo l’amore per la natura e i paesaggi di montagna.

Di grandi e famose città infatti non ve ne sono; l’unica a fare eccezione è León, che famosa soprattutto per lo splendore della sua cattedrale, è un concentrato di bellezza e armonia.

Luoghi d’interesse lungo il cammino non ve ne sono quindi molti, e spesso appartengono più alla natura che all’uomo.

Le rovine di Villalbura e la vicina Fuente de San Pelayo ne sono un esempio, situate su una collina appena fuori León.

Anche sul tratto di Alto Forcadas de San Anton vi sono resti ormai scomparsi sia di una calzada romana che di un antico monastero benedettino, che dava rifugio e ospitalità ai viandanti di un tempo.

Luogo di accoglienza dei pellegrini fin dalla sua fondazione è la Ermita del Santo Cristo de la Veracruz,  a Cabanillas, sede dal 1444 di una Confraternita da sempre legata al cammino, quella del Benedetto Cristo.

L’oggetto più recente che incontriamo lungo il cammino è la Cruz de San Salvador, un palo di metallo molto alto posto sull’Alto de los Romeros. Trasportata fin lì nel 2012, si trova alla fine di una dura salita, in vetta e visibile da lontano, simbolo del cammino che stiamo compiendo.

Storie della tradizione

racconti della tradizione hanno in queste terre un peso rilevante. Una storia narra l’origine della chiesa romanica di Nuestra Señora de Celada, tra le località di La Seca e Cascantes, e datata dagli storici XIV secolo: si racconta infatti che al tempo della Reconquista spagnola, quando in queste zone cristiani e arabi si combattevano, la Vergine Maria fosse venuta in soccorso delle truppe cristiane in difficoltà, che per onorarla avrebbero fatto erigere la chiesa.

Una storia simile investe anche la Ermita del Buen Suceso, sulla strada per Pola de Gordon. L’edificio che oggi vediamo fu eretto nel XVIII secolo, ma ricopre un’antica chiesa del X secolo, che seconda la tradizione fu costruita in segno di gratitudine alla Vergine per aver protetto dai mori i castelli, le valli e le popolazioni vicine.

Oviedo, meta finale del Cammino di San Salvador

 

Meta finale del nostro viaggio è Oviedo, una città che rispetto a León riflette un’anima un po più intima e pacata.

Capitale del Reino de Asturias all’epoca della scoperta del secolcro di San Giacomo, Oviedo fu la città da cui il re Alfonso II El Casto partì alla volta di Santiago, per il primo pellegrinaggio jacobeo della storia.

La piazza che ospita la Cattedrale di San Salvador porta infatti il nome di Alfonso II, e coi suoi palazzi signorili rappresenta ancora oggi il punto di inizio del Cammino Primitivo. 

Città pulita e ordinata, è ricca di suggestivi scorci cittadini: tra le vie del centro decine di statue di bronzo contraddistinguono una città famosa più per le sue sidrerie e i negozi d’artigianato che per movida e vita notturna.

Sede di un ricco museo d’arte, che vanta nomi della levatura di Dalì, Picasso o Goya, Oviedo ospita ogni anno il Premio Princesa de Asturias, il più alto riconoscimento di tutta la Spagna.

Tra le tante chiese spicca per la sua bellezza Santa Maria del Naranco, la cui architettura preromanica è talmente particolare che gli esperti la considerano unica al mondo. Lontana dal centro e posta su una collinetta, potrete raggiungerla sia a piedi che con l’utilizzo di un autobus.

Storia del Cammino di San Salvador

Il Cammino di San Salvador nasce agli inizi dell’XI secolo in un periodo di forte espansione cristiana a danno delle truppe arabo musulmane, che nel 700 avevano conquistato quasi tutta la penisola.

Per meglio controllare i nuovi territori il re delle Asturie Alfonso III decide di trasferire la nuova capitale da Oviedo a Leon: è l’anno 910 e da questo momento in poi il regno viene ribattezzato Astur-Leonés.

Oviedo si ritrova così spogliata di quell’influenza politico culturale che da oltre due secoli la contraddistingueva, e che le aveva permesso di essere protagonista nella storia della Spagna e dell’intera Europa.

Certo, era la città da cui era partito il primo cammino jacobeo della storia – cammino primitivo – quando sotto il re Alfonso II El Casto era stata scoperta in Galicia la tomba dell’apostolo Giacomo.

Ma la riconquista di nuovi territori più a sud e la loro messa in sicurezza aveva permesso di creare un nuovo cammino – il cammino francese – che collegandosi alla Francia, attirava fedeli da tutta Europa, diventando in breve tempo il cammino jacobeo più percorso.

Sudario di Cristo e nascita del Cammino di San Salvador 

Il 14 marzo 1075 accade un fatto storico-religioso molto importante.

Un documento oggi contenuto nell’archivio della cattedrale di Oviedo ci informa che in quella data il re Alfonso VI presenziò all’apertura di un’arca lì custodita, e verificato il prezioso contenuto, ordinò che venisse catalogato e che l’elenco venisse inciso sul rivestimento d’argento scelto per adornarla.

Tra le tante reliquie ivi contenute fu il sudario di Cristo ad attirare le maggiori attenzioni: un piccolo telo di lino usato per coprire il volto di Gesù dalla morte sulla croce sino all’arrivo nel sepolcro, dove, ormai intriso di sangue, sarebbe stato messo in disparte per avvolgere il corpo con un sudario più grande e pulito.

Trasportata, secondo la tradizione, da Gerusalemme a Toledo e infine al Monsacro, l’arca sarebbe stata portata dal re Alfonso II nella vicina Oviedo, e qui custodita in una cappella del palazzo reale appositamente dedicata, quella Cámara Santa che oggi fa parte della Cattedrale di San Salvador.

Oviedo accrebbe così la sua fama e divenne uno dei luoghi di peregrinazione più importanti.

Fu quindi necessario creare il Cammino di San Salvador, un tragitto che la unisse alla capitale del regno e che desse ai pellegrini la possibilità di dimostrare la propria devozione al Signore prima che al suo apostolo, facendo proprio l’antico detto “ Quien va a Santiago y no va al Salvador, visita al criado y deja al Señor” ( Chi va a Santiago e non al Salvador, visita il servo e non il Signore).

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2 commenti su “Cammino di San Salvador

  1. Fulvia il said:

    Molto iteressante e ben descritto. E’ mia intenzione fare questo Cammino verso la metà di aprile, partirò il 26 marzo da San Jean Pied de Port per arrivare a Leon e da qui proseguire sul Salvador poi sul Primitivo per arrivare a Santiago. Più o meno nello stesso periodo del 2017 fatto tutto il Francese senza problemi. Premetto che ho 64 anni ma quando sarò li saranno 65, chiedo se è sconsiglòiato andare da sola o se posso stare tranquilla con le dovute attenzioni.
    Grazie!
    Fulvia.

    • dueincammino il said:

      Ciao Fulvia, ti ringrazio del commento. Puoi stare tranquilla, con le dovute attenzioni. Troverai sempre qualcuno con cui fare tutto o tratti di cammino insieme. Mia moglie ed io partiamo per il 3° cammino francese e questa volta lo percorreremo in 55 giorni da SJPDP a Muxia. Buon cammino.

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