14^ tappa Hornillos del Camino – Castrojeriz km. 21

Mar 19 giu 2018

Lasciamo Hornillos di buon mattino, ci aspetta una nuova terra desolata con campi di grano che ci circondano da ovunque sia sugli altipiani sia nelle valli. Mentre camminiamo si sente il canto degli uccelli mattinieri. Le quaglie abbondano in questa zona in questo periodo. Dopo aver attraversato l’altopiano e un ulteriore discesa raggiungiamo San Bol, un rifugio enigmatico di dodici posti letto alimentato con pannelli solari. Siccome è distanziato circa 150 metri dal camino, decidiamo di tirare dritti, giusto il tempo di scattare qualche foto da lontano. Il percorso quasi rettilineo, sale ancora una volta fino ad arrivare in un altro immenso deserto di grano e poi un ulteriore discesa ci fa apparire all’improvviso la magica Hontanas, nascosta in un canyon.

Arrivato qui il pellegrino può scegliere tra due percorsi alternativi paralleli e separati da pochi metri all’interno della stessa valle, il primo segue la strada sterrata che corre lungo la parte destra del fiume, il secondo segue la strada carrabile con poca circolazione e coperta da alberi secolari. Entrambi i percorsi conducono direttamente ad un luogo davvero magico: le rovine dell’ex convento di San Antón. L’antico convento, è un insieme di rovine di un tempio gotico del XIV secolo, nessun servizio, ma di recente, tra le rovine, vi è un rifugio per i pellegrini.

L’Ordine Monastico Antoniano a cui il convento è appartenuto, è stato fondato nel 1095, nel Delfinato francese, divenendo ospedale fino a 397. I monaci raggiunsero grande prestigio, perché qui guarivano una malattia causata dalla segale, che attaccava gli arti dei pellegrini come se fosse lebbra. Questa malattia conosciuta come “Il Fuoco di Sant’Antonio” è stata la piaga nel corso dei secoli X e XI. Alcune pratiche ed esperimenti esercitati dai monaci verso i pellegrini di passaggio colpiti dalla malattia della segale, erano le amputazioni degli arti. Questi comportamenti sono stati segnalati da un monaco francese, per cui potrebbe essere la ragione che il monarca del tempo decretò l’abolizione della comunità monastica nel 1.791.
Oggi il cammino passa sotto le grandi arcate del convento e tira dritto, seguendo la stessa strada che separa l’antico monastero fino alla prossima popolazione che è Castrojeriz, dove arriviamo sfiniti. Nel pomeriggio ritagliamo un po’ di tempo per una breve visita alla famosa chiesa di San Juan. Solo qui si può ammirare il rosone posizionato con la stella a cinque punte capovolta.

Nello scorrere dei passi, ho riflettuto su come tutto nel Cammino diventa relativo. Lo scopo principale, la meta è là: arrivare a Santiago davanti alla Cattedrale. Mantenendo la meta nel nostro cuore diventa relativo tutto e questo ti permette di vivere ogni esperienza che ti si presenta con serenità d’animo: dovrebbe essere così anche nella vita. Non perdere mai di vista la meta per vivere una vita piena di doni dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.

Tutto questo lo si trova qui sul Cammino, una striscia di paradiso di 800 chilometri sulla Terra.

Dati tecnici della giornata:

  • Partenza ore: 5:50
  • Km percorsi: 21.2
  • Dislivello: 0   con alcuni saliscendi
  • Meteo: sole, poco vento
  • Tempo impiegato: 6:24
  • Totale km. percorsi: 338.1
  • Km stimati a Santiago : 460,9

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